Asili Nido. Come Milano dovrà aiutare le Mamme e i Papà

28 Settembre 2021

Il tema degli asili nido è sempre più cruciale in una città come Milano in cui le domande di ammissione sono sempre superiori al numero di posti disponibili. Da padre milanese ho deciso di fare un po’ il punto della situazione.

  1. Aumentare le disponibilità negli asili nido: raffronto con casi diversi da Milano
  • Il caso della Francia. Tradizionalmente, in Francia, le scuole materne sono statali e le liste d’attesa sono spesso lunghe. Esistono, però, soluzioni differenziate. I bambini con un’età compresa tra i due mesi e i tre anni possono essere affidati ad un asilo nido (crèche), a condizione che entrambi i genitori lavorino. Gli asilo nido si dividono, però, in sotto-categorie: asili nido collettivi (crèche collective) gestiti dalla comunità locale, che è la scelta più comune (le liste d’attesa sono più lunghe: di solito solo il 9% trova un posto per il proprio figlio); mini nido (mini-crèche), simili a quelli collettivi ma più piccoli; nidi domestici (crèche parentale), gestiti da gruppi di genitori (possono ospitare fino a un massimo di 16 bambini) (crèche familiale), in cui si può affidare un figlio alle cure di unaassistante maternelle, che deve possedere appositecredenziali (agréée) ed essere accreditata dalla Protection Maternelle.
  • Il caso della Germania. In Germania, considerato l’eccesso di domanda rispetto all’offerta di posti negli asili nido, esistono sia l’asilo nido vero e proprio (Kindertagesstätte), sia la figura della “Tagesmutter”: si tratta di una figura professionale munita di laurea in scienze della formazione e licenza rilasciata dallo Jugendamt (il tribunale dei minorenni locale) ad occuparsi di 5-6 bambini di età tra i 6 mesi e i 3 anni, mentre i genitori sono occupati al lavoro. Molte Tagesmutteroperano presso il proprio domicilio e assicurano ai bambini un ambiente più familiare rispetto agli asili nido tradizionali. In alcuni casi, la Tagesmutter può convertirsi in babysitter, occupandosi dei bambini presso il domicilio della famiglia.
  • Caso Emilia Romagna. Il Comune di Reggio Emilia investe ogni anno 21 milioni di euro per la prima infanzia (una somma pari al 16% del proprio bilancio). In ogni asilo nido e scuola dell’infanzia di Reggio Emilia, è presente un Consiglio Infanzia Città a cui partecipano genitori, insegnanti, operatori e pedagogisti (si tratta di spazi di incontro e dibattito tra le famiglie, per discutere dell’esperienza pedagogica). Nel Comune di San Lazzaro di Savena (BO), gli asili nido sono, invece, totalmente gratuiti, attraverso forme di rimborso oppure di decontribuzione della leva fiscale.
  1. Cosa prevede il Regolamento comunale di Milano sugli asili nido?
  • Art. 2: la famiglia deve “di norma” rivolgersi agli asili nido della propria zona di residenza.
  • Art. 3: limiti di capienza (60 bambini).
  • Art. 4: è prevista la presenza di volontari (per specifici progetti educativi).
  • La graduatoria è formata dal Comitato di Gestione dell’Asilo Nido e ratificata dal Consiglio di zona.
  • Art. 7: la retta è stabilita dall’Amministrazione comunale.
  • Art. 14: viene costituita una direzione di settore, che comprende un assistente di settore – coordinatore territoriale; ciascuna circoscrizione comprende 3 o 4 zone di decentramento.
  • Presso ogni asilo nido è costituito un Comitato di Gestione, nominato dal Consiglio di Zona “entro 30 giorni dalle elezioni” (art. 20). I membri del Comitato di Gestione sono eletti dall’assemblea dei genitori-utenti, convocata dal Consiglio di Zona. Uno dei compiti del Comitato di Gestione è la formulazione della graduatoria e l’esame delle domande di ammissione + stabilire le rette in base ai criteri fissati dall’amministrazione comunale (art. 24).
  • Il Consiglio di zona ha, quindi, diverse competenze (v., in particolare, artt. 27 e seguenti). In particolare: (i) assicura il coordinamento tra i Comitati di Gestione; (ii) esamina i ricorsi avverso le graduatorie; (iii) ratifica la graduatoria formata dal Comitato di Gestione.
  • Art. 23: le sedute del Comitato di Gestione sono pubbliche, tranne quando sono in trattazione argomenti “riguardanti persone o la formazione della graduatoria”.
  1. Proposte per Milano
  • introdurre agevolazioni a favore di startup, in particolare incentivando l’accesso alle piattaforme di crowdfunding civico per le iniziative legate a nuovi asili nido. In particolare, il Comune potrebbe promuovere la proposta di creare incentivi a favore dei fondi di seed capital, di venture capital, degli emittenti di “social success notes” e dei fondi pensione per i progetti di micro imprenditoria (magari di ultra quarantenni disoccupati) e che siano finalizzati a soddisfare l’esigenza di nuovi asili nido;
  • introdurre agevolazioni fiscali (TARI/IMU) agli asili nido che applichino rette ribassate;
  • introdurre forme di detrazioni fiscali (a livello comunale) a favore dei cittadini in difficoltà a versare la retta versata all’asilo nido;
  • introdurre contributi economici comunali (cumulabili con il bonus asili nido) a sostegno delle famiglie che si trovino in difficoltà a pagare la retta all’asilo nido; prevedere che il contributo sia cumulabile con il “bonus terzo figlio”;
  • introdurre forme di “patrocinio” o promozione a favore degli asili nido che applichino rette ribassate, mediante il riconoscimento di un “marchio” assegnato dal Comune;
  • prevedere agevolazioni (fiscali/burocratiche/amministrative) per la creazione a Milano (sul modello francese) di una crèche parentale o di una crèche familiale (v. sopra), che potrebbero essere gestite da comitati o associazioni di quartiere, anche in ambito parrocchiale;
  • prevedere agevolazioni alla diffusione della figura della Tagesmutter, sul modello tedesco (v. sopra)
  • introdurre, sul modello emiliano, un Consiglio Infanzia Città, a cui partecipino genitori, insegnanti, operatori e pedagogisti, per creare spazi di incontro e dibattito tra le famiglie e per discutere dell’esperienza pedagogica;
  • sollevare con decisione il tema dell’assenza dei Municipi (ex Consigli di Zona) sul tema degli asili nido. Come si è visto, i Municipi hanno competenze, funzioni e poteri in materia di asili nido, che devono essere esercitate in maniera molto più incisiva, mediante un coordinamento più efficace tra i Comitati di Gestione degli Asili Nido; istituzionalizzare incontri mensili tra le famiglie, i comitati del territorio che si occupano di famiglia/asili nido, i Comitati di Gestione, il Municipio competente e l’assistente di settore delegato dal Comune;
  • rendere più trasparenti le procedure di creazione/revisione delle graduatorie, mediante procedure accessibili (nel rispetto della privacy) a cura del Municipio competente;
  • estendere il bonus asili nido, prevedendo che: (i) il contributo venga erogato mese per mese, in modo da alleggerire maggiormente il carico delle famiglie (a partire da gennaio 2021, anche chi aveva regolarmente presentato domanda e inserito le ricevute di pagamento delle rette, ha dovuto constatare che la domanda rimaneva ferma per mesi, in attesa di essere elaborata), evitando che si creino sfasamenti temporali tra la presentazione della domanda, la concessione del beneficio e l’erogazione; (ii) il contributo non sia subordinato all’avvenuto pagamento della retta, ma sia erogato (almeno nei casi di maggior difficoltà economica) in contemporanea alle scadenze delle rete dell’asilo;
  • pur tenuto conto dei limiti alle competenze del Comune, promuovere l’estensione del bonus bebè, la reintroduzione del bonus babysitter (in scadenza il 30 settembre 2021) e l’estensione del bonus “mamma-domani anche alle neomamme, per garantire maggiore sicurezza nei primi anni di vita del bambino;
  • mettere a disposizione, grazie alla collaborazione tra Comune, farmacie comunali e associazioni del Terzo Settore, una “ostetrica online” (o a domicilio) per non lasciare sole le neomamme dopo il parto, con le paure, i dubbi e le incertezze oggi amplificate per l’emergenza sanitaria;
  • rendere accessibile il contributo di sostegno alla mobilità (riducendo il trasporto individuale in auto) a tutti i richiedenti in possesso dei requisiti, eliminando il meccanismo della graduatoria, per poter raggiungere l’asilo nido più facilmente ed economicamente;
  • stimolare la revisione della “Dote Infanzia”, con l’obiettivo di finanziare piccole infrastrutture (compresi nuovi asili nido) per lo svolgimento di attività didattiche, ludiche e di apprendimento.

 

 

 

Asili Nido. Come Milano dovrà aiutare le Mamme e i Papà ultima modifica: 2021-09-28T11:25:20+02:00 da Francesca Montanari

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