Proposte Milano 2021 7 idee per Milano

1. Lotta alla povertà e all’esclusione sociale

Dopo la fase più acuta della pandemia si è assistito a un preoccupante aumento della povertà. Alla crisi sanitaria è seguita una più profonda crisi sociale ed economica.

Si è poi registrata una crescita delle disuguaglianze, soprattutto intergenerazionali: molti giovani sono stati penalizzati perché non hanno avuto (o hanno perso) un accesso stabile al mercato del lavoro.

Chi oggi si trova in difficoltà merita di essere aiutato.

Le mie proposte

  • Incentivare e potenziare il credito sociale, il microcredito, le garanzie al rimborso dei finanziamenti bancari per necessità urgenti e le misure di urgenza antisfratto.
  • Sottoscrivere delle convenzioni tra il Comune e le banche più volenterose, che prevedano l’impegno degli istituti di credito a sospendere le azioni più “aggressive” (azioni esecutive, pignoramenti, escussione dell’ipoteca ecc.) per almeno 12 mesi.
  • Potenziare i servizi di Milano Abitare, che favoriscono la ricerca di un alloggio privato a canone concordato e garantiscono il pagamento dei canoni di locazione da parte di persone che siano state sfrattate o si trovino in emergenza abitativa, tutelando inquilini e proprietari.

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2. Investimenti sull’innovazione e sul lavoro

La crescita economica non è l’unica misura del progresso e difendere il “benessere” così come lo abbiamo conosciuto in passato è senz’altro controproducente.

Va dato spazio a chi può produrre ricchezza nel segno dell’innovazione e della trasformazione digitale, della sostenibilità sociale e ambientale.

Dobbiamo valorizzare le idee “immateriali”, la conoscenza, il sapere.

Le mie proposte

  • Migliorare gli strumenti di finanziamento di nuovi progetti di impresa e, in primo luogo, di progetti di crowdfunding, con la partecipazione attiva da parte del Comune.
  • Prevedere incentivi comunali per i fondi di seed capital, di venture capital, degli emittenti di social success notes e dei fondi pensione per i progetti di micro-imprenditoria finalizzati a soddisfare le esigenze della città e del territorio, con precedenza ai progetti “green”, di transizione ecologica e lotta allo spreco alimentare.
  • Lanciare programmi di formazione e riqualificazione professionale orientati ai nuovi mestieri, che offrono opportunità lavorative e vanno ormai sostituendosi alle professioni tradizionali (in via di sparizione).
  • Creare un fondo comunale per sostenere l’innovazione utilizzando una parte degli utili delle società partecipate dal Comune (pari ad una certa percentuale annua).
  • Incrementare la detraibilità degli investimenti in start-up e in fondi di venture capital e stimolare i gestori di patrimoni e asset manager a investire in progetti e iniziative che supportino l’innovazione.

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3. Internazionalizzazione della città

Nella fase post-Covid19 Milano dovrà necessariamente riprendersi e sarà nuovamente attrattiva per gli investimenti internazionali.

Questo potrebbe essere positivo, se porterà con sé opportunità di lavoro, ma anche negativo, se sarà il presupposto per interventi “predatori”. Per questo occorre “fare sistema” e prepararsi a sfruttare i potenziali benefici.

Attendere passivamente non è una scelta.

Le mie proposte

  • Favorire accordi e intese internazionali tra Milano e aree metropolitane con caratteristiche analoghe e/o complementari in Europa e nel mondo, con lo scopo di incoraggiare l’interscambio di competenze.
  • Attuare un’efficace sburocratizzazione, migliorare le infrastrutture, incrementare gli investimenti nella digitalizzazione dei servizi e rilanciare le eccellenze intellettuali della città.
  • Creare un fondo che sostenga i lavoratori della cultura e che valorizzi la cultura milanese.
  • Promuovere gli eventi che contraddistinguono Milano nel mondo.

4. Riduzione dell’inquinamento urbano

Gli effetti del cambiamento climatico sono e saranno molto gravi e per questo dobbiamo occuparci con determinazione della transizione ecologica, della riconversione energetica e della salvaguardia dell’ambiente. A partire da Milano.

Si dovrà lavorare tanto, e bene, fissando obiettivi ambiziosi e raggiungibili grazie alla collaborazione di soggetti diversi (sociali, economici, amministrativi e politici).

Lo dobbiamo alle nuove generazioni, alle ragazze e ai ragazzi di domani.

Le mie proposte

  • Ristabilire innanzitutto un principio cardine, che dovrà guidarci nell’attuazione di provvedimenti mirati ed efficaci: chi inquina paga.
  • Aumentare sensibilmente gli investimenti in energie rinnovabili (per l’illuminazione, i trasporti e il riscaldamento) e farne uno dei maggiori motori economici della città.
  • Incrementare le apparecchiature che producono energia da fonti rinnovabili, cominciando dagli edifici pubblici, ed elaborare un programma universale per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni, anche mediante adeguati incentivi.
  • Lanciare un programma di ammodernamento delle abitazioni esistenti, facendo in modo che i quartieri più svantaggiati e a minor reddito siano i primi ad avvalersi degli interventi previsti.
  • Puntare sulla mobilità elettrica (anche in car sharing) e prevedere punti di ricarica energetica in corrispondenza (almeno) di ciascun ufficio postale presente in città.

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5. Tutela della legalità e della sicurezza

Spesso i termini “legalità” e “sicurezza” vengono associati ad alcune aree culturali o politiche, oppure vengono utilizzati strumentalmente da chi non ha soluzioni da proporre.

C’è invece bisogno di tornare a occuparci seriamente di temi tanto importanti quanto complessi. Legalità e sicurezza sono la base per qualsiasi progetto di rilancio della città.

Occorrono concretezza, come sempre, e provvedimenti efficaci.

Le mie proposte

  • Raddoppiare il numero delle telecamere in funzione negli oltre 80.000 quartieri di Milano e aumentare gli agenti sul territorio per garantire una migliore sorveglianza a favore di residenti e commercianti.
  • Utilizzare le nuove tecnologie per velocizzare lo scambio di informazioni, segnalare gli eventi di contrasto all’ordine pubblico e attivare strumenti di reazione, oltre che per facilitare il dialogo interistituzionale (ad es. Sindaco-Prefetto, Comune-Forze dell’Ordine).
  • Limitare gli orari di apertura notturna di piccoli esercizi commerciali di quartiere, che spesso vendono alcolici anche a tarda notte con conseguenti inconvenienti per i residenti di zona.
  • Introdurre specifiche misure di sicurezza su autobus e tram, oltre che parchi e aiuole, anche mediante presìdi in borghese.
  • Contrastare l’occupazione abusiva e la criminalità “stanziale”, come nel complesso immobiliare via Gola, la contraffazione e l’abusivismo.

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6. Sostegno delle famiglie in difficoltà

Si discute molto degli aiuti che i nuclei familiari dovrebbero poter ricevere per costruirsi un futuro. E nessuno è contrario, ovviamente. Tuttavia spesso si rimane fermi alle buone intenzioni.

È necessario agire con più risolutezza, prendere atto delle difficoltà sorte dopo l’emergenza sanitaria ed estendere i benefici esistenti in base a esigenze specifiche.

Dobbiamo sostenere chi è stato travolto dalla crisi.

Le mie proposte

  • Rivedere le soglie minime di reddito per l’assegno ai nuclei familiari con tre figli minori, così che possa beneficiarne una platea più ampia.
  • Rendere cumulabile l’assegno di maternità con le tutele economiche della maternità erogate dall’INPS e dal datore di lavoro.
  • Estendere i limiti reddituali per l’accesso al Bonus Energia e al Bonus Idrico, aumentandone l’importo e semplificando le procedure previste per ottenere in tempi più rapidi la riduzione delle bollette.
  • Mettere a disposizione, grazie alla collaborazione tra Comune, farmacie comunali e associazioni del Terzo Settore, una “ostetrica online” (o a domicilio) per non lasciare sole le neo mamme dopo il parto, con le paure, i dubbi e le incertezze oggi amplificate per l’emergenza sanitaria. Si tratta di un servizio di consulenza gratuito che può rivelarsi estremamente utile.
  • Rendere accessibile il contributo di sostegno alla mobilità (escludendo il trasporto individuale in auto) a tutti i richiedenti in possesso dei requisiti, eliminando il meccanismo della graduatoria.
  • Stimolare l’intervento del Comune sulla “Dote Infanzia” con l’obiettivo di finanziare piccole infrastrutture per lo svolgimento di attività didattiche, ludiche e di apprendimento.

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7. Potenziamento dei servizi per disabili

Non dobbiamo dimenticare né le persone disabili, né le loro famiglie. Nessuno va lasciato indietro, soprattutto nel momento delicato che stiamo affrontando.

Milano deve prendersi cura dei disabili meglio di quanto abbia fatto finora. Va aumentato il numero delle strutture sul territorio e vanno migliorati i programmi sociali e professionali a loro dedicati.

Ai disabili va data l’opportunità di essere indipendenti.

Le mie proposte

  • Aumentare il numero dei CAG (Centri di aggregazione giovanile), dei CAM (Centri di aggregazione multifunzionale) e dei CSE (Centri sociali educativi), servizi che a Milano sono ancora limitati e in alcuni distretti del tutto assenti.
  • Istituire uno SFA (Servizio di formazione all’autonomia). Una struttura che aiuta i disabili gravi – in particolare, i disabili inabili al lavoro – a rendersi autonomi e indipendenti. La carenza di strutture di questo tipo rende difficile, infatti, anche svolgere compiti ordinari, come autoalimentarsi o pulire casa.
  • Migliorare le attività dei CDD (Centri diurni per disabili), che attualmente offrono programmi troppo generici e poco strutturati, mettendo insieme disabili adolescenti con disabili ultracinquantenni, senza distinzione.
  • Rendere operativo il progetto “Dopo di noi”, fermo al 2018, per l’assistenza in favore dei disabili privi del sostegno familiare.

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