Investimenti sull’innovazione e sul lavoro

18 Febbraio 2021

La crescita economica non è l’unica misura del progresso e difendere il “benessere” così come lo abbiamo conosciuto in passato è senz’altro controproducente.

Va dato spazio a chi può produrre ricchezza nel segno dell’innovazione e della trasformazione digitale, della sostenibilità sociale e ambientale.

Dobbiamo valorizzare le idee “immateriali”, la conoscenza, il sapere.

Le mie proposte

  • Migliorare gli strumenti di finanziamento di nuovi progetti di impresa e, in primo luogo, di progetti di crowdfunding, con la partecipazione attiva da parte del Comune.
  • Prevedere incentivi comunali per i fondi di seed capital, di venture capital, degli emittenti di social success notes e dei fondi pensione per i progetti di micro-imprenditoria finalizzati a soddisfare le esigenze della città e del territorio, con precedenza ai progetti “green”, di transizione ecologica e lotta allo spreco alimentare.
  • Lanciare programmi di formazione e riqualificazione professionale orientati ai nuovi mestieri, che offrono opportunità lavorative e vanno ormai sostituendosi alle professioni tradizionali (in via di sparizione).
  • Creare un fondo comunale per sostenere l’innovazione utilizzando una parte degli utili delle società partecipate dal Comune (pari ad una certa percentuale annua).
  • Incrementare la detraibilità degli investimenti in start-up e in fondi di venture capital e stimolare i gestori di patrimoni e asset manager a investire in progetti e iniziative che supportino l’innovazione.

È necessario abbandonare il principio per cui la crescita economica è l’unica misura del progresso, dedicando particolare attenzione, piuttosto, alle attività economiche connesse alla parola “cura” (della persona, del territorio, della comunità a cui si appartiene). Inoltre, trovo assurdo che si continui a difendere il “benessere” come lo abbiamo conosciuto in passato (quello che deriva dal lavoro manifatturiero classico) e non si dia spazio a quei soggetti (in buona parte, nuovi) veramente in grado di produrre ricchezza e benessere per tutti (sotto il segno dell’innovazione, dell’investimento in nuove tecnologie, dell’economia basata sulla sostenibilità, sul valore delle idee “immateriali” e del sapere, sulla formazione). Più in generale, non si può pensare di uscire dalla crisi limitandosi ad aggiustare o a sostituire qualche “pezzo di ricambio” della macchina economica (sperando di riportarla a prima del 2007, cioè a prima della crisi): occorre ripensare radicalmente il modello a cui ci eravamo ispirati fino al 2007, anche a livello cittadino. Ecco qualche mio primo spunto di riflessione:

• Le microscopiche dimensioni del sistema start-up in Italia è una delle principali cause del mancato sviluppo dell’economia italiana. Occorre prendere misure per rimediare allo svantaggio accumulato negli ultimi 20 anni rispetto ad altre economie europee. Basti considerare che, nel solo secondo trimestre del 2019, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e la Svezia hanno ricevuto oltre il 70% delle risorse provenienti dagli investimenti dei fondi di venture capital (il restante 30% va ripartito tra i numerosi paesi residui, tra cui, purtroppo, l’Italia). Occorre potenziare gli strumenti di finanziamento di nuovi progetti di impresa e, in primo luogo, i progetti di crowdfunding, con la partecipazione attiva da parte del Comune, che potrebbe: (i) supportare la diffusione delle informazioni sui progetti più innovativi, mediante una piattaforma istituzionale e (ii) intervenire come garante degli aumenti di capitale delle start up più innovative, entro determinati limiti di budget.
Nello stesso senso, occorre lanciare incentivi comunali ai fondi di seed capital, di venture capital, degli emittenti di social success notes e dei fondi pensione per i progetti di micro imprenditoria finalizzati a soddisfare un’esigenza del territorio, con precedenza ai progetti “green” e di lotta allo spreco alimentare. Ecco alcune proposte riguardo al mondo delle start-up, PMI e innovazione: (a) il Comune di Milano dovrebbe creare un proprio fondo innovazione. una parte degli utili delle società partecipate dal Comune di Milano (almeno pari ad una certa percentuale annua) dovrebbero essere destinati ad alimentare il fondo innovazione; (b) incremento della detraibilità degli investimenti in start-up e in fondi di venture capital; (c) stimolo nei confronti dei gestori di patrimoni e degli asset manager, condizionando gli sgravi fiscali a investimenti in fondi di venture capital, sollecitando gli operatori del settore della gestione patrimoniale a prendere atto della priorità del settore dell’innovazione/venture capital e a presentare un piano e dei progetti concreti per sostenere tale azione. La struttura finanziaria dovrebbe prevedere la partecipazione di soci pubblici e privati: per esempio, una società di gestione del risparmio, i cui fondi dovrebbero includere sia strumenti di partecipazione al capitale di rischio, sia obbligazioni e altri titoli di debito, che potrebbero essere offerti alla clientela al dettaglio. Come scriveva Ferruccio De Bortoli, si potrebbe prevedere “la garanzia di un rendimento superiore al BTP decennale a patto di tenere bloccato per un certo periodo l’investimento. E la massima trasparenza sul meccanismo di selezione di offerte di investimento, in particolare nuove imprese, start up, attività di economia condivisa, università, cultura. I gestori, un po’ come succede per i fondi etici, dovrebbero impegnarsi a ridurre le commissioni. Un circolo virtuoso che sensibilizza il cittadino al destino del proprio risparmio. Senza sacrificio del rendimento, anzi forse con la buona speranza di migliorarlo“.

Tutte idee che già hanno dato ottimi frutti in altri paesi europei, che, non a caso, hanno visto tassi di crescita (trainati, appunto, dall’innovazione) ben superiori a quelli italiani e opportunità per la creazione di posti di lavoro ad alta qualificazione, soprattutto per le giovani generazioni.


Bisogna, poi, promuovere incentivazioni alla creazione di trust o fondi per finanziare progetti di business sociale; le risorse investite potrebbero derivare dal coinvolgimento di fondi pensione o, comunque, da iniziative di singoli pensionati (perché no?) che vogliano contribuire allo sviluppo sociale del proprio territorio, investendo piccole parti della propria pensione in progetti di micro impresa locale: in questo modo, tra l’altro, si “chiuderebbe il cerchio” tra generazioni diverse, che si passano il testimone tra loro, in un contesto di dialogo sociale virtuoso (combattendo, così, quel vago “antagonismo” intergenerazionale che si sta facendo strada in Italia)
• Occorre lanciare programmi di riqualificazione professionale orientati ai nuovi mestieri e alle nuove professioni, che vanno sostituendosi ai mestieri tradizionali (in via di sparizione)
• Penso vadano creati “gruppi di discussione/di condivisione delle esperienze e delle competenze” che comprendano pensionati (che mettono a disposizione la propria esperienza) e giovani interessati a “riprendere il filo” delle esperienze delle generazioni precedenti per rielaborarle alla luce dei contesti moderni
• Occorre allargare la platea di riferimento della “Scuola dei Quartieri”, che oggi prevede forti limiti territoriali e in termini di numero di progetti finanziabili
• Vanno incoraggiate le forme innovative di impiego lavorativo, come la “vendita diretta” (che, negli ultimi anni, ha mostrato eccezionali segnali di crescita di fatturato)
• Occorre dare nuovo slancio agli accordi e delle intese internazionali tra Milano e aree metropolitane con caratteristiche analoghe/complementari in Europa e nel mondo, per incoraggiare l’interscambio di competenze e occasioni di affari
• Qualora grandi gruppi si trovino in crisi e si creino margini per un sostegno finanziario pubblico (es. Mercatone Uno, Sirti, Grancasa, Fujitsu, ecc.), tale sostegno dovrebbe essere condizionato al reimpiego, per un certo numero di anni, di parte degli utili in attività rivolte a beneficio della comunità del territorio.

Investimenti sull’innovazione e sul lavoro ultima modifica: 2021-02-18T13:02:42+01:00 da tsadmin

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