Tutela della legalità e della sicurezza

18 Febbraio 2021

Spesso i termini “legalità” e “sicurezza” vengono associati ad alcune aree culturali o politiche, oppure vengono utilizzati strumentalmente da chi non ha soluzioni da proporre.

C’è invece bisogno di tornare a occuparci seriamente di temi tanto importanti quanto complessi. Legalità e sicurezza sono la base per qualsiasi progetto di rilancio della città.

Occorrono concretezza, come sempre, e provvedimenti efficaci.

Le mie proposte

  • Raddoppiare il numero delle telecamere in funzione negli oltre 80.000 quartieri di Milano e aumentare gli agenti sul territorio per garantire una migliore sorveglianza a favore di residenti e commercianti.
  • Utilizzare le nuove tecnologie per velocizzare lo scambio di informazioni, segnalare gli eventi di contrasto all’ordine pubblico e attivare strumenti di reazione, oltre che per facilitare il dialogo interistituzionale (ad es. Sindaco-Prefetto, Comune-Forze dell’Ordine).
  • Limitare gli orari di apertura notturna di piccoli esercizi commerciali di quartiere, che spesso vendono alcolici anche a tarda notte con conseguenti inconvenienti per i residenti di zona.
  • Introdurre specifiche misure di sicurezza su autobus e tram, oltre che parchi e aiuole, anche mediante presìdi in borghese.
  • Contrastare l’occupazione abusiva e la criminalità “stanziale”, come nel complesso immobiliare via Gola, la contraffazione e l’abusivismo.

Spesso il termine “legalità” viene associato ad alcune “aree” culturali o politiche (e non di altre). Io non sono assolutamente d’accordo: penso che la legalità sia la base per un qualsiasi progetto di rilancio della città. Ecco alcuni miei pensieri sul tema:

  • occorre raddoppiare il numero delle telecamere in funzione negli oltre 80.000 quartieri di Milano. In base al D.L. 14/2017 (art. 7), i Comuni possono deliberare detrazioni IMU o TASI a favore dei soggetti che “assumono a proprio carico quote degli oneri di investimento, di manutenzione e di gestione dei sistemi tecnologicamente avanzati“. Quindi, mi si dice: “hai investito in infrastrutture relative alla sicurezza, quindi hai portato beneficio non solo a te stesso, ma alla comunità in cui vivi e “meriti” un beneficio fiscale“. Il Comune di Milano dovrebbe applicare questa norma nel proprio territorio (concedendo le agevolazioni fiscali previste dalla norma nazionale) e pubblicizzare queste misure con le modalità più efficaci, per incentivare i privati (aziende, cittadini, condomini, esercizi commerciali, ecc.) a investire in sicurezza (con la contropartita del beneficio fiscale). Non a caso, in alcune città straniere (paragonabili a Milano), in autobus sono installate telecamere che registrano tutto quello che accade a bordo h24: sul monitor installato su ogni autobus compare la scritta “recording” (stiamo registrando), che mi pare molto dissuasiva…
  • Nel 2019, è stato modificato il Regolamento della Polizia Urbana del Comune di Milano, prevedendo alcune specifiche aree in cui sarà possibile disporre l’ordine di allontanamento (in caso di comportamenti che ostacolino l’accesso o la fruizione di servizi pubblici da parte dei cittadini). Mi pare un passo avanti e un segnale di attenzione al tema; l’ordine di allontanamento però, ha limiti evidenti (ha durata di sole 48 ore e prevede una sanzione massima di 300 Euro: non mi sembra un deterrente adeguato!). In ogni caso, occorre usare questo strumento con sistematicità e senza fare sconti (abbiamo uno strumento, seppur “spuntato”, usiamolo!);
  • occorre porre al centro l’uso delle nuove tecnologie telematiche e informatiche per potenziare e velocizzare lo scambio di informazioni, per la segnalazione degli eventi di contrasto all’ordine pubblico e per l’attivazione degli strumenti di reazione, oltre che per facilitare il dialogo inter-istituzionale (ad es. Sindaco-Prefetto, Comune-Forze dell’Ordine);
  • occorre rompere ogni indugio riguardo al contrasto all’occupazione abusiva e alla criminalità “stanziale”, come nel caso del complesso immobiliare via Gola, oltre che alla contraffazione e all’abusivismo. Sul tema dell’occupazione abusiva, vi segnalo un articolo di approfondimento su questo blog;
  • devono essere introdotte severe limitazioni agli orari di apertura notturna di piccoli esercizi commerciali di quartiere, che spesso vendono alcoolici anche a tarda notte, con conseguenti inconvenienti per i residenti di zona;
  • è necessario incrementare e migliorare gli impianti di illuminazione della città, anche mediante le nuove tecnologie a led (che, superando le carenze degli impianti di prima generazione) permettono l’illuminazione “a cono” e non in maniera solo puntuale;
  • è necessario introdurre specifiche misure di sicurezza su autobus e tram (penso ad alcune linee, sulle quali è particolarmente urgente un intervento), oltre che parchi e aiuole, anche mediante presìdi in borghese;
  • l’aumento degli agenti sul territorio (anche a titolo di “vigile di quartiere”) dovrebbe essere messo a tema, soprattutto per garantire una miglior sorveglianza a favore di residenti e commercianti. Il tema dei vigili di quartiere è stato a lungo dibattuto a Milano, con risultati spesso inconcludenti: sono nati con l’obiettivo di raccogliere le segnalazioni dei cittadini su situazioni di degrado e “presidiare” il territorio (a piedi o in bicicletta, con l’ausilio di una o più “centrali mobili”), ma senza funzioni repressive (fatta eccezione per le multe). I vigili di quartiere (peraltro dimezzati durante l’amministrazione Moratti e ripristinati dal sindaco Sala) pattugliano il territorio tra le 7:30 e le 19:30, raccolgono segnalazioni, ma non hanno alcuno strumento per combattere prontamente il degrado, se non chiedere l’intervento di una pattuglia (che spesso non è disponibile nell’immediato). Eppure la tempestività, in certi casi di degrado, è fondamentale. Io credo, invece, che: (1) debbano essere riconosciute ai vigili di quartiere anche funzioni repressive (come gli agenti di polizia “ordinari”) e debbano essere dotati di strumenti che permettano di fronteggiare situazioni di degrado subito, nell’immediato, senza dover attendere l’intervento di altri che, probabilmente, non arriverà; (2) il numero dei vigili di quartiere (a metà 2017 erano solo 300! poi sono aumentati, ma troppo poco) deve essere moltiplicato almeno per 10: a me non sembrano sufficienti poche centinaia di vigili di quartiere in una città metropolitana; (3) devono essere aumentate le pattuglie di supporto ai vigili di quartiere (denominate “Auto di Quartiere”: oggi sono nove!); (4) i cittadini devono avere un sistema di segnalazione immediata (per via telematica o anche solo per telefono) delle situazioni di degrado urbano; non solo: una volta compiuto l’intervento, i cittadini devono aver la possibilità di inviare un “rapporto”, postandolo su una piattaforma telematica del Comune, visibile al pubblico (e su cui devono essere verificabili gli interventi successivi e l’evoluzione del problema, oltre che lo stato di soddisfazione dei cittadini segnalanti). Diversamente, i vigili di quartiere resteranno sempre uno strumento buono solo ad “aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini“, come dicono, nei salotti televisivi, persone che non vivono nei quartieri dove regna il degrado: ma la percezione della sicurezza è davvero aumentata? provate a chiedere in giro;
  • negli ultimi anni, si sono purtroppo consolidate alcune situazioni di degrado e di criticità dal punto di vista dell’ordine pubblico: basti pensare a via Villani (box abusivi, bivacchi, atti vandalici, rifiuti), alla ex caserma di viale Suzzani, a piazza Macciachini, a via dei Panigarola, a via dei Cinquecento, a viale Puglia e a via Polesine. I giardini di Piazza Caserta, inoltre, mi sembra che abbiano un grande margine di miglioramento, per usare un eufemismo. Insomma, c’è ancora molto da fare. Questo per fare qualche esempio, sulle singole zone di Milano.
Tutela della legalità e della sicurezza ultima modifica: 2021-02-18T12:56:46+01:00 da tsadmin

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